sabato 13 settembre 2014

IL CAREGIVER NEL PIANO DI ASSISTENZA INDIVIDUALE


La DGR740 “approvazione del programma operativo regionale in materia di grave e gravissima disabilità di cui al fondo nazionale per le non autosufficienze anno 2013”, prevede un’attenzione particolare in merito alla PRESA IN CARICO della persona non autosufficiente.

E’ prevista una stretta collaborazione tra ASL e Comuni, con interventi individuati attraverso una valutazione sulla persona nel suo insieme, da parte di una equipe di professionisti.

In regione Lombardia, la modalità con la quale la persona non autosufficiente viene presa in considerazione, prevede la predisposizione di un PIANO di ASSISTENZA INDIVIDUALE che tiene sempre conto del ruolo svolto dalla Famiglia, e quindi del CAREGIVER, nella cura della persona fragile.

Tra gli strumenti a sostegno delle attività del caregiver, c’è il BUONO SOCIALE MENSILE, anche a diversa intensità e fino ad un massimo di 800,00 euro, finalizzato a compensare le prestazioni di assistenza assicurate dal Caregiver Familiare (autosoddisfacimento) e/o per acquistare le prestazioni di assistenza personale.

LA VALORIZZAZIONE DEL CAREGIVER FAMILIARE PASSA ATTRAVERSO IL RICONOSCIMENTO DEL LAVORO DI ASSISTENZA FORNITO, SIA IN TERMINI DI VISIBILITA’ SOCIALE SIA DI SOSTEGNO ECONOMICO.

sabato 30 agosto 2014

11 OTTOBRE 2014 DEDICATO AL CAREGIVER: LE ATTIVITA'

Saranno una serie i post che dedicherò all'argomento del CAREGIVER, con una certa frequenza fino alla data dell'11 Ottobre che è la data prevista per l'incontro presso la struttura tradatese. Anticipo che in uno dei prossimi ho intenzione di descrivere le attività a disposizione degli ospiti ma anche le iniziative per i parenti degli ospiti. Invece oggi mi occuperò di raccontare quali sono le attività del CAREGIVER.

Quante centinaia di piccole azioni quotidiane sono necessarie per farci esistere? Innumerevoli: nutrirsi, dormire, girarsi nel letto, lavarsi, prendere le medicine, vestirsi, comunicare e tante altre. Sono tutte attività che si svolgono automaticamente quando sono rivolte verso sé stessi. Ma cosa succede quando devono essere svolte verso qualcun altro? Quanto le diverse patologie incidono sulle differenti modalità di aiutarlo?
Il compito del caregiver è molto impegnativo, soprattutto quando la persona necessita di assistenza continuativa. In questi casi non esiste riposo e tantomeno periodi (anche brevi) di vacanze in cui recuperare le forze. Uno sforzo intenso che il nobel della medicina ELIZABETH BLACKBURN ha potuto valutare in modo approfondito nelle sue ricerche, arrivando a mostrare che l’aspettativa di vita per un caregiver è dai 9 ai 17 anni inferiore alla media.
L’aiuto del caregiver, in base alla situazione del bisogno, può caratterizzarsi in diverse forme. Oltre alla persona assistita e al suo ambiente domestico, supporta la vita di relazione, il benessere psico-fisico, lo aiuta nella mobilità e nel disbrigo delle pratiche amministrative
Quasi sempre la persona non autosufficiente è affetta da diverse problematiche (polipatologie), anche complesse, che il caregiver risolve grazie alle proprie competenze, generalmente acquisite attraverso l’esperienza.
Recentemente enti istituzionali e del privato sociale hanno iniziato a proporre al caregiver corsi di formazione finalizzati a fornire strumenti di conoscenza e pratica in modo che possa affrontare con maggiore sicurezza e qualità le varie situazioni.

michiamoaldo

lunedì 25 agosto 2014

11 OTTOBRE 2014 DEDICATO AL CAREGIVER: CHI E'?

Presso la RSA PINETA di Tradate in via Monte Nevoso 22, abbiamo in programma di organizzare una mattinata dedicata a raccontare quanta forza nascondono le persone che si occupano delle persone non autosufficienti. Queste persone nell'ambiente socio-assistenziale sono conosciute col termine di CAREGIVER 

IL CAREGIVER: CHI E’?

Indica la persona che all’interno della famiglia ha il compito (in modo prevalente) di curare il malato aiutandolo nella quotidianità rispetto alla malattia (esami, visite mediche, terapie, ecc), anche dal punto di vista emotivo
Convenzionalmente, esiste il caregiver "informale" che può essere il figlio, il coniuge (più raramente un familiare o un amico) e il caregiver "formale" che è invece qualunque persona che assiste il malato dietro il pagamento di un compenso (la badante, un infermiere, ecc).
Prendersi cura di una persona malata anziana assorbe molte energie fisiche e mentali che rischiano di sviluppare disagi anche complessi. Spesso, infatti, il caregiver è un coetaneo del malato le cui necessità passano in secondo piano. Altre volte è una donna in età lavorativa, con figli da accudire, per cui lo stress emotivo e le responsabilità di cura verso l’anziano malato si aggiungono ai propri, col rischio di sviluppare problematiche come insonnia, stanchezza, ansia, depressione, isolamento sociale (quello che viene definito “burden”).  
Il tempo dedicato dal caregiver all’attività assistenziale può essere limitato ma anche raggiungere quello di una giornata lavorativa, determinando l’incompatibilità col lavoro.
In Italia, il cargiver informale è svolto prevalentemente dalle donne (73.8%), generalmente mogli o figlie e nei casi più gravi vivono insieme (65%).

I caregiver si trovano in prevalenza in età attiva: il 30,95 ha fino ai 45 anni; il 38,2% ha tra i 46 e i 60 anni; il 17,95 tra i 61 e i 70 anni; il 13% oltre i 70 anni

Dal punto di vista professionale il 31,9% è pensionato, il 27,75 è casalinga, il 20,65 impiegato o insegnante, il 5,75 artigiano o commerciante ed il 4,45 dirigente/professionista (dati Censis).

Tornerò sull'argomento con altri approfondimenti, mi aiuterà ad essere più preparato in quella giornata cui parteciperanno persone che certamente sapranno descrivere le difficoltà quotidiane che i caregivers devono affrontare, offrire loro qualche consiglio, ma soprattutto contribuire ad attirare l'attenzione sull'impegno di persone il cui impegno viene quasi sempre dimenticato.

michiamoaldo

mercoledì 13 agosto 2014

DE CARO NUOVO SINDACO: URGENZE!

Pensiamo tocchi sempre agli altri, facciamo finta di niente perché siamo impegnati.
Fino a quando tocca a noi o ad un nostro caro, allora ci lamentiamo perché nessuno si occupa di noi.

Chiedo al nuovo sindaco di Bari ing DE CARO ANTONIO del PARTITO DEMOCRATICO


di ascoltare la richiesta (che faccio anche mia) e che ho letto sul sito DEL GRANDE GIANNI LANNES.
Certo che vorrà ascoltare:


mi è stata appena segnalata la grave situazione in cui versa un disabile di 70 anni, affetto da gravi patologie così come accertato e documentato da medici della sanità pubblica. Questa persona necessita di urgente assistenza domiciliare. Pur avendo presentato regolare domanda, e ulteriore sollecito sia all’assessore al welfare e al presidente del I° municipio, a distanza di quasi quattro mesi non è accaduto proprio nulla. Sono certo che il suo istantaneo interessamento risolverà positivamente e seduta stante questa grave situazione.

Cordiali saluti!

Gianni Lannes


sabato 9 agosto 2014

LE POSTE, L'ALITALIA E GLI ITALIANI

In Italia c’è un’azienda di successo che ci sta regalando grandi soddisfazioni in quasi tutti i settori di competenza. Parlo (ovviamente) delle POSTE ITALIANE, che recentemente hanno inaugurato un nuovo servizio on line postesaluteshop.it. Un sito destinato alla vendita di prodotti parafarmaceutici in collaborazione con farmacia.it
Sull’ondata dei 10 mila prodotti disponibili, le poste hanno deciso di aprire una parafarmacia on line dove è possibile acquistare e ricevere entro due giorni prodotti di bellezza, erboristeria, alimenti senza glutine e dispositivi medici (aerosol e misuratori di pressione).
Sappiamo quanto le poste tengano alla sicurezza, quindi le consegne non le fanno loro. Infatti i prodotti arrivano col corriere e le spese di spedizione ed imballaggio sono gratuite per importi superiori ai 45 euro.
Una azienda moderna non può rimanere negli ambiti nazionali, eccola quindi lanciarsi sul palcoscenico internazionale. Come riporta il sito dell’ANSA (www.ansa.it) le POSTE si sono proposte come investitore di riferimento nel progetto della nuova Alitalia a fianco degli arabi, 70 milioni di euro che in questi giorni sono saliti a 75.
Grande soddisfazione internazionale ma in Lombardia ci aspetta un’estate a rischio collasso per i duemila uffici postali. C’è il pericolo reale che lettere, telegrammi, cartelle ecc, non siano neppure consegnati. Motivo? Mancano postini! E se la direzione regionale della poste non sbloccherà il piano delle assunzioni stagionale, in alcune zone sarà la paralisi. E’ ancora ben presente in memoria quanto accaduto nell’estate del 2013, posta non consegnata per mesi, sportelli chiusi e quelli aperti con interminabili fila.
Tuttavia a chi si aspetta un aumento delle forze disponibili in termini di assunzioni, sorprenderà sapere che la direzione è un’altra. Infatti, dal mese di Gennaio scorso a Milano le poste Italiane hanno inaugurato un progetto pilota che prevede i primi chioschi automatici (Automated Parcel terminals), cinque, dove è possibile inviare e spedire pacchi fino a 30kg 7 giorni su 7.

Attualmente (qui) si stanno testando i vantaggi tra i quali spicca la riduzione delle code ma soprattutto la diminuzione dei costi non essendo previsto l’intervento del personale. Che i risparmi servano per l’investimento in Alitalia?

giovedì 24 luglio 2014

IL GOVERNO ACCUMULA DENARO LIQUIDO (e non paga le fatture)

Da più parti arriva la notizia che il ministero del tesoro sta accumulando denaro liquido, una scorta attualmente di 92 miliardi di dollari destinato ad aumentare entro la fine dell’anno alla mostruosa cifra di 150 miliardi di dollari. Da notare che nel 2013 l’esigenza di scorta di liquidità fu “solo” di 62,4 miliardi (ma allora perché non pagano le fatture?)
Ogni giorno ricordando l’ammontare del debito pubblico, oggi di 2.166,3 miliardi di euro (mentre lo scrivo è già aumentato e dopo che l'avete letto anche), raccontano l'esigenza di diminuire le spese (non quelle militari), ridurre le spese ed aumentare le tasse.
Ma, allora, perché aumentare ancora la liquidità? 
Ci sono diverse ipotesi a giustificare (?) questa scelta, da  quella che vuole per Ottobre un possibile  stato di insolvenza a causa di previsioni economiche sbagliate, al piano allo studio nelle cancellerie europee per far terminare l’euro in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Grecia. (qui maggiori dettagli)

Ovviamente sono tutte supposizioni e la verità la sapremo solo dopo, anzi forse non la sapremo mai. Vorrei invece mettere in relazione questa informazione con quella trapelata sottovoce dai settori finanziari, in merito alle scorte d’oro dell’Italia.

Sappiate che in tutta la sfiga di debito pubblico con cui ci sfiancano quotidianamente, l’Italia risulta essere il terzo maggiore detentore ufficiale di oro nel mondo dopo Stati Uniti e Germania: 2451,8 tonnellate d’oro, come segnalato recentemente della Banca d’Italia.
Questa banca, fintamente dell’Italia e invece di proprietà ormai solo privata, comunica che l’oro è custodito in parte a Roma (curiosamente anche l’ora di Roma è custodito presso i caveau di banche straniere) e la rimanente nei caveau della Federal Reserve Bank (FRB) di New York, della Bank of England (BoE) a Londra e della Swiss National Bank (SNB) in Svizzera.
Bene, sappiate che prima del 1957 le scorte erano di 402 tonnellate, invece tra la fine di quegli anni e il 1970 aumentarono fino a superare le 2560 tonnellate. (qui una interessante rendicontazione dei spostamenti e dislocazioni dell’oro degli italiani).

Qualcuno saprebbe spiegare perché aumentano liquidità e riserve parallelamente all’indebitamento?




domenica 20 luglio 2014

15132 DENUNCIE PER ISTIGAZIONE AL SUICIDIO

15132 DENUNCIE PER ISTIGAZIONE AL SUICIDIO CONTRO I GOVERNI LETTA E MONTI sono una cifra con qualche correlazione rispetto i 149 suicidi di cui racconto nel post del 17?
Introduco il pensiero di oggi iniziando raccontando che nel 2013, il 12,6% delle famiglie è in condizione di povertà relativa (per un totale di 3 milioni 230 mila) e il 7,9% lo è in termini assoluti (2 milioni 28 mila). Le persone in povertà relativa sono il 16,6% della popolazione (10 milioni 48 mila persone), quelle in povertà assoluta il 9,9% (6 milioni 20 mila).
Potrei proseguire coi dettagli ma la sostanza è che tutti i dati evidenziano un drastico aumento della povertà (i tecnici fanno riferimento tra povertà assoluta e relativa) in generale, ed in particolare aumenta tra le famiglie numerose, quelle in cui la persona di riferimento ha un titolo di studio medio-basso, famiglie in cui ci sono operai o persone in cerca di occupazione; aumenta anche tra le coppie di anziani. Inutile dire che i dati peggiori sono al sud.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti, anche se per fortuna non tutti reagiscono togliendosi la vita. Per esempio l’avvocato Musu ha presentato una denuncia per istigazione al suicidio ma della sua iniziativa in pochi ne sanno e molto è stato fatto per farlo sapere. Mi risulta difficile capire come faranno a nascondere 15132 denunce di cittadini comuni che adesso si stanno anche organizzando.
Mi domando se chi di dovere non tema una vera e propria rivolta civile e se non sia meglio sacrificare un pochino di qualche privilegio o la riduzione di spese inutili per allargare a tutti Italia il modello “TRENTINO” che ha istituito un reddito di garanzia. Il costo per lo stato sarebbe di circa 5 miliardi, che sono nulla rispetto al bilancio complessivo che si aggira intorno agli 800 miliardi e ancora meno se si pensa ai costi di una guerra civile:

Monti e Letta denunciati per istigazione al suicidio: già 15mila le querele contro i loro Governi (qui)